Il mio primo Plugin per QGIS

Il mio primo Plugin per QGIS

Avventurarsi nel mondo dello sviluppo di plugin per QGIS può sembrare intimidatorio, soprattutto se, come me, non avete un background da sviluppatori. Voglio raccontarvi la mia esperienza nella creazione del mio primo plugin per QGIS, un percorso inaspettatamente accessibile grazie all’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Da non-developer a creatore di plugin

Come premessa importante: non sono un developer professionista. Prima di questa esperienza, non avevo mai scritto una riga di codice Python, figuriamoci utilizzare PyQGIS, l’API Python di QGIS. Eppure, sono riuscito a creare un plugin funzionante che risponde alle mie esigenze specifiche.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

Il vero game-changer è stato l’utilizzo di strumenti di AI come Claude AI e GitHub Copilot. Questi assistenti hanno colmato il gap di conoscenza tecnica, guidandomi attraverso la scrittura del codice e la strutturazione del plugin. Con la loro assistenza, ho potuto concentrarmi sul “cosa” volevo realizzare, mentre l’AI mi aiutava con il “come” realizzarlo tecnicamente.

Conoscere il proprio dominio: la chiave del successo

Ciò che ho scoperto è che il fattore più importante non era tanto la competenza tecnica, quanto la conoscenza approfondita del dominio in cui operavo. Comprendere a fondo:

  • Le funzionalità che volevo implementare
  • I dati di partenza con cui avrei lavorato
  • Come QGIS gestisce e visualizza questi dati

Questa conoscenza mi ha permesso di comunicare efficacemente con gli strumenti di AI, fornendo contesto sufficiente per ottenere suggerimenti pertinenti e funzionali.

L’importanza di conoscere QGIS

La familiarità con QGIS è stata fondamentale. Conoscere l’interfaccia, i concetti di layer, gli attributi, le proiezioni e il modo in cui QGIS elabora i dati geospaziali mi ha aiutato a:

  • Identificare quali funzionalità mancavano e potevano essere implementate tramite plugin
  • Comprendere come il mio plugin si sarebbe integrato nell’ecosistema di QGIS
  • Strutturare l’interfaccia utente in modo coerente con il resto dell’applicazione

Il processo di sviluppo

Il mio processo può essere riassunto in questi passaggi:

  1. Definizione chiara dell’obiettivo: Ho identificato precisamente quale problema volevo risolvere
  2. Esplorazione della documentazione di PyQGIS: Ho acquisito una comprensione di base delle capacità dell’API
  3. Utilizzo del Plugin Builder: Ho utilizzato questo strumento integrato in QGIS per generare la struttura base del plugin
  4. Collaborazione con l’AI: Ho descritto a Claude AI e GitHub Copilot cosa volevo realizzare, fornendo esempi dei dati di input
  5. Test iterativi: Ho testato frequentemente il codice, facendo piccole modifiche e verificando i risultati

Lezioni apprese

Questo progetto mi ha insegnato che:

  • Non è necessario essere programmatori esperti per creare strumenti utili
  • La comprensione del dominio specifico vale tanto quanto le competenze tecniche
  • Gli strumenti di AI possono democratizzare lo sviluppo software
  • La comunità QGIS offre risorse preziose per i principianti

Conclusione

Se state pensando di creare un plugin per QGIS ma siete intimoriti dalla parte tecnica, il mio consiglio è: provateci! Con la giusta conoscenza del dominio, la familiarità con QGIS e l’assistenza degli strumenti di AI moderni, è possibile realizzare soluzioni personalizzate anche senza esperienza di programmazione.

La chiave è partire da un problema concreto che conoscete bene e procedere un passo alla volta, testando frequentemente i progressi. Non sottovalutate l’importanza della vostra conoscenza specifica del dominio: è il vostro principale vantaggio e ciò che renderà il vostro plugin veramente utile.

RIFERIMENTI

RINGRAZIAMENTI


Il testo e l’immagine di in evidenza di questo blog post sono state elaborato dalla AI (ma il prompt è mio)

13 pensieri su “Il mio primo Plugin per QGIS

  1. Complimenti Salvatore, gran bel lavoro. Con l’umiltà dell’intelligenza e un po’ di fiducia in se stessi si può fare (quasi) tutto.

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  2. Buongiorno Ing. e buon anno. Ho un problema che non riesco a risolvere: Ho una serie di raster scaricati tutti da un wms su due progetti distinti: in uno le aree senza valori sono trasparenti e mi lasciano vedere l’ortofoto di base, nell’altro sono bianchi e coprenti. In entrambi i casi nei raster la scheda “valore nodata” risulta vuota ed è spenta e non riesco ad accenderla. Ti chiedo: 1) come è possibile la differenza dello stesso raster tra i due progetti? (Ho provato a ricaricare i raster sia in .png che in .jpg ma ottengo sempre la versione coprente!); 2) come faccio ad accendere la scheda “valore nodata” che mi permetterebbe di rendere trasparente l’area priva di valori? Grazie Natalino Capicciotti

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